A Brindisi le strade diventavano mare. La storia della città romana e mediterranea offre oggi nuovi spunti di riflessione sul suo patrimonio e sulle prospettive di valorizzazione del territorio. Se ne parlerà mercoledì 28 ottobre, dalle ore 9.30, nel foyer del Nuovo Teatro Verdi, nel corso del convegno «Brindisi: dall’Appia romana al Mediterraneo», con la partecipazione di storici, rappresentanti istituzionali ed esperti. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Brindisi con la Fondazione Nuovo Teatro Verdi, nell’ambito di «Brindisi Capitale della Cultura di Puglia 2026», con il sostegno della Regione Puglia.
L’incontro, coordinato dal giornalista Angelo Sconosciuto, intende approfondire il ruolo svolto da Brindisi e dalla Via Appia-Traiana nella costruzione della civiltà romana. La Via Appia, con il suo prolungamento verso Brindisi e il collegamento marittimo con la Via Egnazia, fu molto più di un’infrastruttura militare e commerciale. Mise in relazione territori lontani, favorì la circolazione di conoscenze e contribuì all’incontro tra la cultura latina e quella ellenistica. Brindisi divenne così uno snodo cruciale dei rapporti tra Roma e il Mediterraneo Orientale. Recuperare il significato di quella funzione significa interrogarsi anche sul ruolo che la città può avere oggi all’interno di un Mediterraneo conteso, tornato a essere baricentro degli interessi e dei conflitti mondiali.
Il programma si aprirà con l’intervento di Daniela Salsedo, presidente di Legambiente Puglia, dedicato al ruolo dell’associazione nella tutela e nella valorizzazione del territorio. Seguirà Giovanni Ripa, presidente di Coldiretti Brindisi, con un contributo su «L’agricoltura mediterranea come patrimonio culturale del territorio».
La ricostruzione storica sarà approfondita da Egidio Ivetic, docente di Storia Moderna e Storia del Mediterraneo all’Università di Padova, con la relazione «Brindisi, Roma e Mediterraneo». Al centro, il rapporto tra produzioni agricole, tradizioni alimentari e storia della comunità. L’agricoltura racconta infatti secoli di scambi, adattamenti e conoscenze che hanno fatto del porto brindisino un riferimento nei collegamenti tra Occidente e Oriente. L’intervento permetterà di leggere la storia della città dentro una geografia molto più ampia, nella quale il Mediterraneo ha rappresentato per secoli una rete di relazioni tra popoli e civiltà.
Dalla storia si passerà ai progetti con Antonio Bruno, coordinatore del Parco Tematico dell’Appia-Traiana. La proposta punta a collegare beni archeologici, musei, paesaggi e risorse locali attraverso percorsi integrati, superando la frammentazione che spesso impedisce di cogliere il valore archeologico, storico ambientale di un singolare patrimonio identitario.
A seguire, Angela Maria Ferroni, coordinatrice del progetto «Via Appia sito Unesco», illustrerà gli aspetti legati alla gestione e alla valorizzazione del tracciato storico, con una relazione dal titolo «La governance dell’Appia-Traiana». Il riconoscimento UNESCO della Via Appia, ottenuto nel 2024, pone questioni precise sulla gestione e sulla tutela di un patrimonio che interessa un insieme di realtà territoriali.
Ai lavori interverrà anche Silvia Miglietta, assessore alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia, con un contributo dedicato al ruolo della valorizzazione dell’Appia-Traiana nelle politiche di sviluppo culturale e territoriale, con particolare attenzione alle prospettive regionali e locali. Alle ore 13.00 le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Marchionna, sindaco di Brindisi e presidente del Coordinamento Territoriale Appia Puglia 2.
La giornata si concluderà alle ore 13.30 con una degustazione di prodotti enogastronomici regionali tipici dell’area mediterranea, organizzata in collaborazione con Legambiente, Campagna Amica e l’Istituto Alberghiero di Brindisi. Un modo concreto per ritrovare nei sapori della tradizione quella storia di incontri e scambi culturali che attraversa una mediterraneità e romanità che sembra perduta.
Il convegno propone dunque una riflessione che riguarda direttamente il futuro di Brindisi, soprattutto in una fase di profonda trasformazione economica e industriale. La città possiede un patrimonio che va oltre i singoli monumenti: un porto, una storia millenaria, un sistema di connessioni con il Mediterraneo e un territorio nel quale convivono archeologia, agricoltura, paesaggio e cultura. La questione è capire come mettere tutto questo in una relazione sinergica mirata alla valorizzazione integrata del territorio. Una strada antica, recuperata come filo rosso che unisce passato e presente, può ancora indicare la direzione per costruire un futuro condiviso e sostenibile.