Turco – Con grande umiltà chiediamo aiuto alle nuove generazioni

Essere in grado di parlare dei giovani e con i giovani, oggi, in tempi di policrisi e di transizione ecologica e digitale, significa, a mio avviso, studiare i fattori che aggravano la fatica crescente dei giovani nel proiettare nel tempo e negli spazi desiderati il proprio percorso di vita.

La disoccupazione giovanile, la precarizzazione del mercato del lavoro, la dipendenza dalle risorse familiari e la scarsa fiducia nelle istituzioni hanno spinto i giovani, all’interno della crisi, a sperimentare strategie di adattamento alla contingenza presente accrescendo progressivamente le difficoltà nell’immaginare un futuro individuale e collettivo.

In tutto questo i partiti, la Politica, sono illustri assenti. Hanno dimenticato, ed alcuni probabilmente neanche lo conoscono, il significato di Politica. Nella modernità indica la gestione del potere, sia come conflitto tra le parti (partiti – Movimento) che come ordine e applicazione di regole.

La Politica dovrebbe mirare a strutturare la convivenza umana, prendere decisioni collettive e gestire le risorse e le istituzioni. In sintesi la Politica non deve solo essere la lotta per il potere, ma anche l’organizzazione della vita comune e la ricerca del bene collettivo.

Oggi a 84 anni suonati, come suole dirsi, non vedo più questo in alcun partito o Movimento. Vedo solo una grande corsa alla conquista di una poltrona, alla conquista del potere, per essere osannati e sentirsi gratificati e realizzati. Che pianto!  Il narcisismo c’è sempre stato sia a destra che a sinistra, ma oggi non può, non deve, essere accettato e subito anche all’interno di quel Movimento che tanto si richiama alla democrazia.

I giovani sono spesso percepiti come distanti dalla politica, ma questa distanza non implica disinteresse verso le questioni collettive. Al contrario, molti manifestano una forte sensibilità verso temi come la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e i diritti umani.  

La sfida è trasformare questa sensibilità in un impegno attivo, offrendo ai giovani spazi e strumenti per esprimere le proprie idee e contribuire alle decisioni che influenzano il loro presente e il loro futuro. Ogni forma di partecipazione è un tassello di una società più democratica e inclusiva, in cui nessuno si sente escluso o marginalizzato. Una società che vuole costruire il bene comune  NON PUO’ E NON DEVE IGNORARE LA VOCE E IL PENSIERO DEI GIOVANI.

I giovani non sono apatici, hanno difficoltà nel riconoscersi nell’offerta politica, percepita come poco coerente e poco in grado di attrarli e coinvolgerli. Basta uno sguardo anche fugace nel Movimento 5 Stelle di Brindisi.

La crisi di rappresentanza accentua la sensazione che il bene comune sia trascurato, mentre prevalgono interessi di parte. La transizione demografica sta producendo uno sbilanciamento dell’elettorato a sfavore delle nuove generazioni. In combinazione con i limiti della società, possono crescere senso di impotenza, disillusione, sfiducia e quindi astensionismo. Per contenere questo indebolimento è necessario, a mio avviso, migliorare i meccanismi di coinvolgimento dei giovani nei processi decisionali. Essi con la loro energia e le loro idee, rappresentano il cuore pulsante di una democrazia viva e in evoluzione.

Costruire relazioni basate sul confronto sincero, sul rispetto reciproco e sulla valorizzazione dell’altro come persona autonoma è fondamentale per una società più giusta e armoniosa.

In un mondo spesso segnato da stereotipi di genere e dinamiche relazionali disfunzionali, educare a un modello relazionale positivo diventa un atto di speranza e responsabilità collettiva.

Spero di leggere commenti dei giovani e dico loro: “io ci sono”.

Antonio Turco – Già Referente Formazione GT Movimento 5 Stelle Brindisi

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