Ufficio delle Dogane e dei Monopoli di Brindisi, la Fp Cgil denuncia pesanti criticità

Ufficio delle Dogane e dei Monopoli di Brindisi, una storia di impegno di lavoratrici e lavoratori ostacolata.

Alla difficile realtà in cui versa da tempo, da molto tempo, l’Ufficio delle Dogane e dei Monopoli di Brindisi,  si contrappone solo l’impegno e la dedizione di lavoratrici e lavoratori che, pur in condizioni di lavoro inaccettabili, consentono il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, compiendo gli atti di propria competenza con tutta l’attenzione possibile e senza ritardo, mantenendo per Brindisi un ufficio che è fondamentalmente per il buon andamento dell’economia del territorio e utile per Porto ed Aeroporto che senza queste competenze verrebbero ulteriormente ridimensionati.

La situazione descritta è dovuta indubbiamente anche alle conseguenze della rotazione vertiginosa dei Dirigenti dell’Ufficio (ben 4 dirigenti si sono alternati negli ultimi 3 anni), che compromette la continuità gestionale della complessa macchina amministrativa. Ne discende una gestione precaria e approssimativa poiché, per comprendere i molteplici e delicati meccanismi di un ufficio complesso, per conoscere adeguatamente il personale si ha bisogno di tempo.

In particolare, l’ultimo Direttore arrivato sta agendo in maniera assurda e pseudo militaresca nei confronti di lavoratrici e lavoratori che vengono spostati come pedine da un servizio all’altro senza preavviso e vengono costretti a cambiare orario di lavoro da un giorno all’altro per rispondere ‘ai desiderata’ del Dirigente, un atteggiamento inaccettabile.

 Un’ eccellenza del territorio con professionalità altissime è costretta a lavorare in un edificio, quello di viale Regina Margherita, che versa da troppo tempo in una situazione di grave degrado. Il piano terra  è inagibile da ben sette anni e uffici fatiscenti pregiudicano la sicurezza e salubrità dei lavoratori.

A tutto ció,si aggiungono le problematiche  dell’edificio di Viale Regina di Bulgaria (Terminal di Levante) in quanto la pompa di calore, sostituita dopo tre anni di mancato funzionamento con  cosistenti spese delle risorse pubbliche, continua a bloccarsi  continuamente  a causa della inadeguatezza delle tubazioni, risultate vecchie ed arrugginite.

Tante le promesse e le illusioni di trasferimento in sedi dignitose. Nulla si è mai realizzato e nulla oggi si vede all’orizzonte.

Anche le strutture utilizzate al Porto non sono proprio quello che ci si aspetta da un Ufficio che è Centrale per la gestione dell’economia del Territorio.

Chi si assume in fondo la responsabilità di svolgere le funzioni istituzionali di competenza dell’Ufficio? Solo i dipendenti, sembrerebbe.

È così da sempre ma ora si è superato il limite della tollerabilità.

Chi paga se qualcosa va storto? Solo e sempre i dipendenti che per falle burocratiche si ritrovano in difficoltà, a cui si chiede di fatto di sopperire alla disattenzione di chi, in ragione della propria funzione, dovrebbe assumersi in primis la responsabilità dell’attività di competenza dell’Agenzia, supportando in ogni modo il personale nel compimento dei doveri d’ufficio.

Sembra piuttosto che le figure apicali, ai vari livelli, siano tanto impegnate nel “raggiungimento degli obiettivi” da sacrificare qualunque esigenza del personale e, di conseguenza, il tanto sbandierato benessere organizzativo, senza avvedersi che viene così minato il buon andamento dell’azione amministrativa.

In questa situazione complessa e mortificante per i lavoratori, la FP CGIL si è sempre fatta parte attiva, denunciando più volte le innumerevoli criticità rilevate nell’Ufficio di Brindisi e proponendo soluzioni gestionali che sono state sempre disattese senza alcuna preventiva valutazione e confronto.

L’Ufficio si poggia su lavoratici e lavoratori, possibile che non si comprenda che sono loro la garanzia dell’efficienza e correttezza dell’attività dell’Amministrazione?

È il momento che le Istituzioni si muovano a tutela di questo importante presidio di legalità.

Luciano Quarta

Segretario Generale FP CGIL BRINDISI    

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