Uil Fp rispedisce al mittente le affermazioni di Amati: “gli operatori del Cup non sono responsabili di disservizi”

A seguito delle dichiarazioni apparse oggi a mezzo stampa a firma dell’Avv. Fabiano Amati, la UIL FP BRINDISI respinge con fermezza qualsiasi rappresentazione che possa attribuire agli operatori CUP la responsabilità dei disservizi o, peggio ancora, che metta in discussione la capacità dei dipendenti di svolgere correttamente le funzioni a loro assegnate.

Precisiamo preliminarmente che, sebbene nessuno dei lavoratori direttamente chiamati in causa sia iscritto a questa Organizzazione Sindacale, la UIL FP BRINDISI interviene a loro tutela esclusivamente per onore di verità e giustizia, in linea con i propri valori fondanti. Riteniamo indispensabile ricondurre la questione alla sua effettiva dimensione tecnica e organizzativa, proteggendo lavoratrici e lavoratori che non possono in alcun modo essere chiamati a rispondere di criticità procedurali, informatiche o gestionali del tutto estranee alla loro sfera di competenza e di potere decisionale.

Affermare che dal CUP di Fasano sia sempre e indistintamente possibile prenotare le prestazioni del nuovo ospedale di Monopoli significa offrire ai cittadini una narrazione distorta, che non tiene minimamente conto del reale funzionamento del sistema regionale interprovinciale e, soprattutto, dei suoi pesanti limiti strutturali.

Occorre chiarire che gli operatori al front-office, pur potendo effettuare una ricerca di sistema sulle altre province, non dispongono di una visibilità completa, uniforme e incondizionata delle agende in uso presso le diverse Aziende Sanitarie. Entrando nello specifico dell’Ospedale di Monopoli, gli slot e le disponibilità non sono visionabili nella loro interezza: pur afferendo territorialmente alle province di Bari e Brindisi, la struttura può non risultare tra i risultati restituiti dal software.

A tali falle informatiche si aggiunge l’impossibilità di applicare determinati filtri di ricerca, come la selezione di uno specifico professionista, e la mancata accessibilità di determinati codici e prestazioni. Si tratta di un quadro operativo diametralmente opposto rispetto alla tesi secondo cui qualunque prestazione sanitaria sarebbe sempre prenotabile presso qualsiasi sportello pugliese.

Risulta inoltre gravissimo che, in una fase storica tanto delicata in cui la UIL FP BRINDISI si batte quotidianamente per arginare il drammatico fenomeno delle aggressioni al personale sanitario, vengano diffuse affermazioni che rischiano solo di esacerbare gli animi e fomentare un clima ostile, incitando quasi alla violenza verbale e fisica contro i dipendenti. Chi ricopre cariche pubbliche e responsabilità politiche dovrebbe pesare con estrema attenzione le parole utilizzate e le potenziali conseguenze che esse innescano sulla pelle di chi lavora a contatto con il pubblico.

Non è certo un mistero l’esistenza di evidenti lacune organizzative all’interno di un servizio CUP che troppo spesso non riceve direttive scritte, chiare e inequivocabili da parte del proprio Coordinamento. È vero che esistono linee guida regionali sulla mobilità sanitaria, ma a questa Organizzazione Sindacale non risulta che tali protocolli operativi siano mai stati ufficialmente diramati agli sportellisti, e questo nonostante i ripetuti solleciti inoltrati dai Distretti di Brindisi ai vertici per evidenziare proprio queste carenze informatiche e manageriali.

Vorremmo ricordare all’Avv. Amati che stiamo parlando di personale altamente qualificato, che ogni giorno garantisce l’apertura del servizio con professionalità, competenza e spirito di abnegazione, riuscendo a tenere in piedi un sistema sanitario e di prenotazione che è al collasso. Questi lavoratori sono il primo punto di contatto fra la cittadinanza e l’Azienda e sono costretti ad assorbire quotidianamente la legittima frustrazione di un’utenza esasperata da disfunzioni create da altri.

Se esistono criticità nelle prenotazioni, le responsabilità vanno cercate nei livelli dirigenziali e manageriali competenti: si verifichi l’organizzazione del servizio, l’architettura dei software, l’apertura e l’integrazione effettiva delle agende, e le reali direttive fornite ai dipendenti. D’altronde, ci preme sottolineare che, se l’attuale architettura informatica non presentasse lacune, non vi sarebbe oggi alcuna urgenza di proseguire verso il tortuoso percorso di regionalizzazione dei sistemi CUP.

La UIL FP BRINDISI intima pertanto alla ASL Brindisi e a Sanitaservice ASL BR di intervenire tempestivamente con un chiarimento ufficiale, volto a specificare le concrete modalità operative impartite al personale. Su un punto non faremo sconti a nessuno: gli operatori CUP non diventeranno mai il capro espiatorio dei fallimenti tecnologici e organizzativi altrui.

Non consentiremo che dichiarazioni pubbliche inesatte, parziali e del tutto prive di approfondimento tecnico mettano a repentaglio la sicurezza psicofisica di lavoratrici e lavoratori. La UIL FP BRINDISI resterà al loro fianco e ne tutelerà la professionalità, la dignità e la sicurezza in ogni sede opportuna, a prescindere dalla loro iscrizione sindacale. La sanità brindisina non deve essere screditata per il mero gusto di disinformare la popolazione.

Il Segretario Generale

UIL FP BRINDISI

Gianluca Facecchia                                  

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