Quell’angiografo faceva le bizze da tempo, ma forse ai piani alti dell’Asl di Brindisi erano impegnati a noleggiare costosissime Tac invece che programmare per tempo l’acquisto di ciò che si rende necessario per salvare la vita ai pazienti.
Ed alla fine l’angiografo – l’unico esistente in tutta la provincia di Brindisi – si è rotto. Questo si traduce nella impossibilità di utilizzare la sala operatoria per problemi cardiaci e quindi tutte le urgenze cardiologiche (interventi di emodinamica cardiologica) della nostra provincia (fino ad oggi confluite al Perrino) dovranno essere trasferite all’ospedale Vito Fazzi di Lecce o alla clinica “Città di Lecce”.
Ma non è tutto! Il trasferimento non potrà avvenire con le autombulanze del 118 e quindi un povero cristo che si becca un infarto sarà prima trasportato al Perrino e poi da lì trasferito a Lecce (sempre che sì ci sia posto).
In tutto questo saranno in tanti che potranno rimetterci la vita. In tal caso, a chi dovremo dire “grazie”? Magari ai giornalisti che denunciano e che vengono presi di mira da chi decide della nostra vita o a chi aveva il dovere di intervenire per tempo ed invece non lo ha fatto?
Purtroppo qui da noi i problemi non sono solo legati al Covid…