Vicenda Edison – Macchia: chi allora ci insultò oggi non osa aprire bocca!

Chiedo memoria!

Perché nel 2019, quando ero Segretario Generale della Camera del Lavoro CGIL Brindisi, e la Camera del Lavoro, nella sua quasi totalità, si espresse con chiarezza contro il deposito Edison a Costa Morena, fui attaccato con violenza.

A mezzo stampa fui persino definito “ignorante” per aver difeso il porto, la sicurezza e l’interesse generale.

E con quella parola, di fatto, vennero bollati come “ignoranti” anche i cittadini, le associazioni, i comitati e i partiti che condivisero e sostennero quella vertenza.

Quelle posizioni erano vertenziali, motivate, documentate.

E non eravamo soli.
La città disse NO.
Migliaia di persone parteciparono alle iniziative, alle assemblee, alle mobilitazioni.
Un territorio intero comprese ciò che qualcuno fingeva di non vedere.
Oggi Edison chiude il progetto.
E chi allora offese, oggi tace.

Quel deposito era un errore evidente: rischi, criticità ambientali, una banchina sottratta alla logistica, un investimento senza futuro (pochissime navi al mondo vanno a GNL).
Sette anni di aree bloccate, sviluppo fermato e un porto sacrificato per una scelta sbagliata.

Intorno al “bombolone” si è costruita una narrazione fatta di miliardi immaginari, convegni patinati e cene di gala.
Il risultato reale? Che ce lo dicano oggi quelli che allora insultavano.
E allora sì, la MEMORIA serve!
Perché chi insultò allora, oggi non osa più aprire bocca.

Antonio Macchia

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