Vittorio Madama – Ritratto di un uomo perbene

Dopo una vita spesa per la comunità e al servizio del prossimo, Vittorio Madama non è più tra noi.
Padre, marito, nonno, fratello, amico, sindaco…e semplicemente Vittorio, la cui scomparsa lascia un vuoto incolmabile per la sua cittadina e oltre confine,
Perchè capita assai di rado di conoscere un uomo, prima che politico, connotato da una encomiabile passione civile e da una fervida cultura democratica.
A quanti incrociavano il suo cammino amava raccontare aneddoti di La Pira, Dossetti e Aldo Moro, conosciuto nelle aule universitarie.
Da giovanissimo la vita non era stata particolarmente generosa con lui e così la vita talvolta “assurda e complessa”, come canta la Mannoia, gli aveva imposto di abbandonare gli studi.
Senza scoraggiarsi aveva saputo reagire, mettersi al lavoro, riuscendo anche a farsi spazio nella politica latianese e dell’intera provincia di Brindisi, facendosi apprezzare dall’intero panorama politico e civico del territorio.
Più volte sindaco, senza mai essere colpito da scure giudiziarie (come orgogliosamente rivendicava) e senza mai perdere il contatto con il territorio e i suoi abitanti, si è fatto ammirare per la coerenza delle sue argomentazioni, per la profondità e l’acume politico e per una onestà commovente ed esemplare.
Ad andarsene è un uomo capace di sentire nel proprio cuore il dolore del prossimo, capace di fermarsi, piangere accanto a chi soffre e poi elaborare rimedi possibili.
Io ho visto quegli occhi, ho visto quelle lacrime. E sono proprio quelle lacrime di empatia, la più grande eredità e il più grande esempio che lascia a quanti lo hanno conosciuto.
Sentire dentro la sofferenza dell’altro, farla propria e poi studiare soluzioni utili, gratuitamente.
Quando non solo la politica, ma la vita stessa è servizio.
Questo era l’amico Vittorio, destinato a rimanere.
Perchè i più grandi non vanno mai via.
Lasciano una traccia che continua a fare luce e ad essere ispirazione.
E ha ragione la Mannoia, caro Vittorio: la traccia della tua vita “assurda e complessa” è stata perfetta.

Il tuo amico,
Antonio Coviello

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