Viva i libri! Ma quanta ipocrisia e quante parole al vento…

Mai come quest’anno la Puglia è una delle regioni più attive nell’ambito delle attività promosse durante il Salone del Libro di Torino. Tanti volti noti, tanti protagonisti e questo non può che far bene ai pugliesi e all’immagine della regione. Certo, ci sono nella nostra amata Puglia tante realtà in cui gli amministratori si sono prodigati per una crescita culturale e lo hanno fatto con azioni concrete. In questa ottica, il “libro” rappresenta senza dubbio un valore aggiunto su cui puntare con decisione.

Tutto questo, però, non basta a cancellare un dato estremamente mortificante. Gli italiani che leggono almeno un libro nel corso di un anno non superano il 40% della popolazione. Fanno eccezione gli abitanti del Trentino Alto Adige che si attestano su una percentuale che sfiora il 53%, seguiti dalla Valle d’Aosta con il 50%. In generale, comunque, tutto il nord Italia si attesta su dati accettabili (ma nulla di eccezionale, se paragonati a quelli di altre nazioni). Nel centro Italia, invece, è la Toscana che prova a reggere il confronto, con un discreto 45%.

Situazione decisamente negativa al Sud e nelle isole. Fatta eccezione per la Sardegna, dove si raggiunge il 40%, per il resto siamo alla metà dei nostri amici settentrionali. Ma fatto ancora più grave è che la Puglia è al quart’ultimo posto con il 26% e precede solo Campania, Calabria e Sicilia.

E’ evidente, pertanto, che la partecipazione al Salone del Libro non basta. La Regione Puglia deve farsi promotrice di iniziative efficaci, investendo anche un po’ di risorse. La lettura di un libro va stimolata, anche attraverso un pieno coinvolgimento delle scuole e la promozione di appuntamenti a tema sul territorio. Certo, si tratta di un lavoro oscuro che non produrrà gli stessi titoloni della partecipazione al Salone del Libro, ma il vero risultato sarà quello di risalire qualche posizione e magari di fungere da modello virtuoso a livello nazionale. Ce la faremo? Speriamo proprio di si…

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